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TEMATICHE

Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita
Il futuro del cibo

Quale sarà il cibo del domani? Quale la dieta dei nostri figli? Il primo passo per rispondere è quello di far conoscere le tecnologie, le scoperte scientifiche, i traguardi della ricerca di oggi che sono la base di partenza per la formazione del capitale umano del domani, attento sia all’ottimizzazione delle filiere agroalimentari sia alla qualità dei prodotti che finiscono sulle nostre tavole.

L'agricoltura: una sfida

L'agricoltura nutre il mondo ma allo stesso tempo ne consuma risorse preziose. Il settore agricolo è tra i maggiori responsabili del riscaldamento globale, perché emette gas serra negli allevamenti intensivi e nelle risaie, il protossido di azoto nei campi fertilizzati. Inoltre il disboscamento per creare campi da coltivare o da adibire a pascolo produce anidride carbonica.

L'agricoltura è poi la maggiore fonte di consumo e inquinamento dell'acqua, visto che il deflusso di fertilizzanti e letame devasta i fragili equilibri di laghi, fiumi ed ecosistemi costieri. L'agricoltura accelera anche la perdita della biodiversità. Disboscando i terreni per far posto alle coltivazioni abbiamo cancellato habitat importanti, accelerando l'estinzione della flora e della fauna selvatica.

Per questo è indispensabile che la tecnologia e la ricerca scientifica nonchè le metodologie di produzione del futuro siano orientate alla riduzione di ogni spreco e al risparmio. L'agricoltura ha una grandissima responsabilità. Ciò che produce non solo nutre il Pianeta ma lo deve rispettare. Per sconfiggere la fame nel mondo occorre ripensare l'intero sistema produttivo dell'agricoltura mondiale. Agricoltura sostenibile con effetti sull'ambiente, sull'economia e sulla società.

Gli insetti contro la fame nel mondo

La Fao ha promosso un programma per incoraggiare l'allevamento degli insetti. Ecologici, abbondanti, nutrienti e, a quanto pare, anche buoni. Se si pensa che due chili di mangime servono a produrre un chilo di insetti, contro gli otto chili di foraggio necessari per un chilo di carne di manzo. Gli insetti sono molto nutrienti, hanno un alto contenuto di proteine, sali minerali e grassi. Visto che esistono oltre 1900 specie di insetti commestibili, nel 2030 si ipotizza che potrebbero essere sfamate oltre 9 miliardi di persone. Sarà solo una questione di abitudine? Mangeremo tutti gli insetti come già succede in alcune parti del mondo?

L’industria alimentare italiana crea valore per il Paese

Come fa l’Industria alimentare italiana a creare valore per il Paese?
Innanzitutto produce il 13% dell’intero fatturato del settore manifatturiero italiano, generando valore economico per la collettività e per il sistema Italia. In secondo luogo sostiene la filiera e il territorio, acquistando e lavorando il 72% delle materie prime prodotte dall’agricoltura italiana. Infine, crea occupazione, anche per le nuove generazioni.

Infografica: L’industria alimentare italiana crea valore per il Paese

Contributo inviato da Federalimentare


Il cibo del futuro: cosa mangerò quando sarò grande?

Secondo voi è più facile spiegare ad un bambino che il latte può anche non arrivare da una mucca o convincere un adulto che vive in occidente a modificare la sua dieta e a mettere i grilli al posto della salsiccia nella frittata? Gli esperti non hanno dubbi: molto meglio lavorare con i bambini che sono più curiosi da tutti i punti di vista e disponibili a sperimentare. Cliccate qui e scoprite come raccontare cosa troveranno nel loro piatto in futuro.

Contributo a cura di Loretta Sebastiani, Docente di scienze e biotecnologie all’ITI OMAR (Novara) e appassionata di cibo, alimentazione, tecnologie alimentari, sostenibilità.

Pronti a mangiare le meduse? Le meduse: popolano i nostri mari e invadono le spiagge. Sono urticanti ma commestibili e soprattutto ricche di collagene. Scoprite di più leggendo questo articolo.

Insetti da mangiare. Gli insetti: economici, ecosostenibili e ricchissimi di proteine, lo dice anche L'Espresso, leggete qui.

Il futuro del cibo non sono gli OGM. Sono i dati. Scoprite di più, su Wired US.

A Londra riscuote successo la vendita online di larve, grilli e cavallette come riporta il Gambero Rosso.

E voi, siete pronti a mangiare insetti? O forse preferite le uova all’azoto? Qualunque sia la vostra scelta, sul sito di The Nouvel Observateur, troverete una risposta. QUI e QUI.

La sfida delle zone aride: acqua per tutti

L’acqua è un bene prezioso. Con l’aumento della popolazione mondiale e dell’inquinamento lo è ancora di più. Per questo oggi gli sforzi della scienza e della tecnologia sono orientati a trovare soluzioni per ridurre gli sprechi e trovare l’acqua anche dove apparentemente non c’è: dai dissalatori in grado di trasformare l’acqua di mare in acqua potabile ai depuratori in grado di trasformare le acque reflue in acqua da bere. Approfondite leggendo questo report della FAO.

Agricoltura sempre più green

La produttività non è e non può più essere l’unico criterio in base a cui giudicare l’agricoltura, visto che proprio questa attività è una delle principali cause del cambiamento climatico.

Se il 90% dell'apporto energetico dell'alimentazione mondiale è dato da un numero limitato di prodotti come i cereali (riso, frumento, mais, orzo, miglio, sorgo) e i tuberi (patate, manioca, igname e taro) la presenza di numerose varietà e, quindi, di una elevata biodiversità permette di limitare i rischi per la sicurezza alimentare in caso di eventi negativi, come quelli associati a cambiamenti climatici. Approfondite sul sito RAI Expo!

Api per un’agricoltura sostenibile

L’impiego di pesticidi, fertilizzanti, OGM, nonchè l’inquinamento atmosferico hanno modificato l’equilibrio dell’ecosistema terrestre. Tra le specie più colpite da questi cambiamenti ci sono le api, che hanno registrato una vera e propria moria in tutto il mondo.

Le api svolgono un importantissimo ruolo nell’ambiente attraverso l’impollinazione. Proprio per questo è fondamentale che non scompaiano, per non mettere a rischio la biodiversità terrestre.

L’European Food Safety Agency (EFSA) ha bandito alcuni pesticidi usati in agricoltura particolarmente dannosi: i perneonicotinoidi e il fipronil. Mentre in America Barack Obama ha formato una commissione speciale Pollinator Health Task Force, che dovrà dedicarsi al ripopolamento delle api sul territorio americano e a promuovere tutta una serie di azioni in loro difesa. Guardate lo speciale della CNN.

Leggete lo speciale di Green Peace “A come Ape - Un’agricoltura senza pesticidi è possibile”.

Storia e futuro del paesaggio rurale italiano

L’Italia presenta un’infinita varietà paesaggistica, dovuta alla differente morfologia e alle diverse tradizioni colturali che hanno plasmato il territorio. Quale futuro per il paesaggio rurale, in un paese che ha perso la sua vocazione agricola?

Il paesaggio rurale in Italia ha radici storiche profonde risalenti al periodo etrusco o alla colonizzazione greca. Fino al secondo dopoguerra il nostro paesaggio agrario era fortemente caratterizzato dai modelli agro-silvo-pastorali tradizionali sviluppatesi nei secoli precedenti, come sintetizzato nella prefazione al volume Paesaggi rurali storici (Laterza, 2010) caratterizzati da:

  • una forte promiscuità delle colture;
  • lo sviluppo del seminativo, con prevalenza di coltivazioni cerealicole;
  • la presenza di terrazzamenti o la diffusione del sistema siepe-filare.

La sua struttura paesistica complessa, capace di adattarsi ad un ambiente naturale difficile - montuoso o collinare, con foreste e paludi - crea un’infinita varietà paesaggistica anche in zone impervie. Questa complessità è dovuta non solo alle diversità morfologiche dei territori e alla loro diversa collocazione geografica, ma anche alle differenze culturali e sociali che hanno dato vita a ordinamenti colturali diversi, differenti generi di fabbricati rurali, circoscrivibili oggi in sistemi agrari capaci di offrire molte variazioni tra il nord e il sud della Penisola e delle Isole: dalla cascina lombarda alle case coloniche della mezzadria, dal latifondo cerealicolo della Maremma ai casali romani o alle masserie del Mezzogiorno.

Un saggio fondamentale per approfondire questa tematica è il volume dedicato alla Storia del paesaggio agrario italiano scritto nel 1961 da Emilio Sereni, storico dell’agricoltura, in cui viene illustrato come il paesaggio delle campagne, dei boschi e dei pascoli sia indicatore della trasformazione dell’ambiente naturale a opera dell’uomo e riflesso dei caratteri identitari delle diverse popolazioni che hanno lavorato per trasformare il loro ambiente naturale, a volte difficile da plasmare.

Dal secondo dopoguerra, con la progressiva meccanizzazione dell’agricoltura e l’intensificarsi delle coltivazioni, si assiste a un progressivo impoverimento - dal punto di vista paesaggistico e ambientale - del paesaggio rurale, la cui struttura diviene più monotona perché semplificata. Le due componenti principali diventano quindi i boschi e le colture agricole, sempre più spesso monoculturali.

Le superfici coltivate hanno subito, negli ultimi 60 anni, un’enorme contrazione; le maggiori flessioni si sono registrate nella riduzione dei seminativi, nei prati e nei pascoli.

L’abbandono delle attività agricole, fenomeno in costante crescita, comporta un’avanzata delle superfici boscate, che purtroppo non produce - come si potrebbe pensare - alcuna crescita di biodiversità, ma al contrario provoca la scomparsa del mosaico paesaggistico, introduce una semplificazione delle sue componenti e una loro banalizzazione. I processi di rinaturalizzazione infatti hanno tempi molto lunghi e non sono processi semplici. Lo stesso paesaggio forestale, con l’abbandono delle attività agricole, ha visto ridurre la sua complessità, soprattutto nel calo delle specie che lo compongono.

Risulta dunque sempre più urgente sensibilizzare le giovani generazioni alla tutela e alla valorizzazione del grande patrimonio di paesaggi rurali italiani.

Per saperne di più sull’educazione al paesaggio italiano e richiedere ulteriori approfondimenti gratuiti sull’argomento CLICCA QUI.

Contributo inviato da FAI - Fondo Ambiente Italiano


Photo credits: Marco Di Domenico

DAI QUATTRO ANGOLI DEL MONDO I CIBI IN VIA DI ESTINZIONE

Oliviero Toscani, il grande fotografo conosciuto in tutto il mondo, ha raccolto in una mostra fotografica le immagini di cibi che rischiano di scomparire provenienti da vari Paesi del mondo. L’intento è quello di raccontare con le immagini il patrimonio mondiale di frutta, verdura, formaggi e salumi a rischio di estinzione. La mostra è stata allestita in occasione dell’edizione 2014 del Salone del Gusto al Lingotto di Torino, ma possiamo vedere gli scatti di Oliviero Toscani e le informazioni sui cibi fotografati qui.

CONTENUTO “EXPO KIDS”

I NUMERI DELL’IMPRONTA IDRICA GLOBALE

Quanta acqua viene utilizzata nel mondo oltre che per lavarci, lavare panni e piatti e innaffiare le piante, per i cicli di lavorazione e di commercializzazione di ciò che ogni giorno consumiamo, acquistiamo e utilizziamo? Si tratta di centinaia di litri perduti che vanno a costituire la nostra impronta idrica, cioè un indicatore che misura l'impatto ambientale sulle risorse idrogeologiche che il nostro stile di vita comporta. Un articolo pubblicato sulla rivista scientifica Proceedings of the National Academy of Sciences (Pnas) ci svela il volume di acqua nascosta consumata sul pianeta Terra tra lavorazione agricola o industriale e commercio globale. Ecco uuna sintesi dei dati più interessanti, QUI.

CONTENUTO “EXPO KIDS”

AGRICOLTURA URBANA

Il progressivo espandersi delle città sottrae inesorabilmente i terreni alle coltivazioni che vengono relegate sempre più lontano dai centri urbani rendendo necessari lunghi tragitti per il trasporto degli alimenti, sempre più alti costi di conservazione e di imballaggio. Nel corso dell'ultimo decennio, i Governi di 20 paesi hanno chiesto l'assistenza della FAO per fornire incentivi, fattori produttivi e formazione a sostegno dello sviluppo degli orti urbani. Un approfondimento sul sito di UNRIC.

CONTENUTO “EXPO KIDS”

Basta con gli sprechi, iniziamo anche a scuola!

Le mense scolastiche, infatti, sono un luogo ideale per lavorare sulla riduzione degli sprechi attraverso un’alleanza tra insegnanti, genitori, bambini e aziende ristoratrici. Informati, QUI.

Contributo inviato da Action Aid


La città sostenibile per Expo 2015

Idea progettuale:
Creare una presentazione multimediale in 3D sulla città del futuro basata sul risparmio delle risorse del pianeta: dall’energia ai rifiuti, dall’acqua alla riduzione degli sprechi alimentari, il progetto si è proposto di familiarizzare gli studenti alle tematiche del consumo responsabile e dello sviluppo sostenibile partendo dalle esperienze del quotidiano (dal consumo dell’acqua a quello del cibo) per individuare modalità di risparmio e di gestione intelligente delle risorse nella vita di ogni giorno. Forte delle esperienze già vissute dalla classe 2^E in concorsi sulle tematiche della raccolta differenziata e sulla smart-city (Terni è la sola città italiana inserita del progetto europeo Finesce per lo sviluppo delle città intelligenti), si è prodotta una presentazione multimediale utilizzando programmi open-source e portali web gratuiti per l’elaborazione del layout in 3D, la realizzazione di e-book virtuali inseriti al suo interno, la fruizione di video e approfondimenti autoprodotti. I programmi maggiormente utilizzati sono stati i seguenti: Emaze, Prezi, Issuu (piattaforme on-line gratuite), Openoffice, VUE, GIMP (software open-source).

Descrizione del prodotto multimediale:
Il prodotto multimediale finale rappresenta un viaggio virtuale attraverso la città del futuro, scandito dalle parti testuali che descrivono i desideri dei giovani in merito alla riduzione dell’inquinamento, allo smaltimento dei rifiuti, al consumo responsabile dell’acqua e dell’energia, fino all’importanza della corretta alimentazione intesa come rispetto della diversità e tutela della produzione. In ognuno di questi settori, è stato inserito un ulteriore elemento multimediale (e-book sfogliabile, presentazioni, video e grafici), elaborato finale di un persorso specifico e multidisciplinare con i docenti di Lettere, Storia, Scienze e Informatica.
All’interno di una grafica in 3D rappresentante una città futuribile, una smart-city, cartelli stradali, automobili, tetti di grattacieli e manifesti pubblicitari sono animati ognuno con la presentazione di un lavoro dedicato alla crescita sostenibile, partendo dalla raccolta differenziata con una presentazione animata realizzata per l’ASM di Terni, proseguendo con l’energia, con un video che ripercorre, attraverso interviste, l’utilizzo dell’energia elettrica negli anni del dopoguerra e con un e-book virtuale sulle energie rinnovabili del presente e futuro. Il viaggio prosegue quindi con la presentazione multimediale e i grafici di un sondaggio realizzato in classe in merito all’utilizzo dell’acqua e alle buone pratiche per ridurne lo spreco, per concludersi con il FoodTG, un video-giornale in cui gli alunni presentano il cibo e l’alimentazione come la risorsa per uno sviluppo sostenibile comune. Difficile? È la domanda finale. No, possibile! Rispondono i ragazzi della 2^E con un panel virtuale in cui sono riportati i link a tante esperienze di sviluppo sostenibile nel mondo.

Finalità:
Le finalità che ci siamo proposti con questo lavoro rappresentano due campi fondamentali: quello dell’educazione alla cittadinanza e quello dell’utilizzo delle TIC. Si è pertanto lavorato al fine di familiarizzare gli studenti con le tematiche dello sviluppo sostenibile e del consumo responsabile delle risorse, del rispetto della diversità e della specificità delle differenti culture, il tutto calato nel proprio quotidiano per individuare e promuovere soluzioni e comportamenti immediatamente praticabili dal singolo. Inoltre, si sono proposte le TIC come strumento utile a dare forma al proprio pensiero, nella realizzazione di un prodotto accattivamente e immediatamente fruibile da terzi, sfruttando le potenzialità della rete e dei programmi open-source, nell’ottica di una condivisione completa e gratuita dei lavori e degli strumenti per realizzarli.

Scaricate il progetto QUI!

Contributo inviato dalla classe 2E dell'IC De Filis di Terni, coordinata dal Prof Michele Di Schino

Mangiare sostenibile. Un progetto digitale del Governo francese, per promuovere buone prassi di alimentazione e consumo, contro gli sprechi e a favore della sostenibilità. Lo trovate qui.

L’Europa si fa sostenibile. Approfondite e scoprite politiche e obiettivi nel segno della sostenibilità sul sito della Commissione Europea.

FAI - INCONTRI DI FORMAZIONE GRATUITI. Scopri il calendario nazionale di incontri di formazione riservato a docenti e dirigenti, per scoprire il paesaggio rurale italiano. Clicca QUI.
Contributo inviato da FAI - Fondo Ambiente Italiano

La Stampa ha preparato un decalogo da seguire, se si vuole diventare “genitori sostenibili”. Lo trovate qui.

Il futuro del cibo è la sostenibilità, anche secondo la Arizona State University.

Il latte prodotto nei laboratori è buono e sostenibile. Ma può avere un futuro? Scopritelo sul sito di National Geographic.

La scuola in movimento: nasce a Udine la primaria dello sport. Scoprite questa scuola.

L’etichetta: la carta d’identità del cibo

È scritto tutto lì: il paese di provenienza, gli ingredienti, l’apporto nutrizionale, le modalità di produzione, conservazione e la data di scadenza di un determinato cibo. Tutte queste informazioni si trovano sull’etichetta dei cibi che consumiamo quotidianamente.

Il regolamento dell’Unione Europea UE 1169/2011 relativo alle informazioni che devono comparire sulle etichette dei prodotti, è recentemente stato aggiornato apportando delle modifiche in grado di aumentare la trasparenza rispetto ai tentativi di frode alimentare, così da garantire la tutela della salute dei consumatori.

Il Ministero della Salute ha realizzato un opuscolo che spiega in maniera dettagliata le novità, e insegna dove e come trovare tutte le informazioni relative ad un prodotto. Per esempio “da consumarsi entro” significa che oltre quella data il prodotto può deperire rapidamente e quindi non essere più sicuro per la salute; mentre “da consumare preferibilmente entro” vuol dire semplicemente che l’alimento oltre quella data potrebbe perdere alcune delle sue proprietà organolettiche, per esempio sapore e odore, ma non arrecare rischi per la salute.

Scoprite l’attività del Center of Food Safety una Ong che opera in tutto il mondo per garantire la salute dei consumatori e la tutela del territorio.

Le sentinelle della sicurezza alimentare

L’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA) si occupa di garantire che in ciascuno dei Paesi membri dell’Unione venga garantito il diritto alla salute dei cittadini, vigilando affinchè i cibi che vengono commercializzati e prodotti rispettino le legislazioni vigenti. Leggete l’opuscolo “La scienza a tutela dei consumatori, dal campo alla tavola”, disponibile in tutte le lingue dell’UE, in cui vengono presentate le innovazioni tecnologiche che garantiscono una maggiore tutela dei consumatori europei.

Codex Alimentarius è invece, l’organizzazione che per conto del WHO e della FAO Food si occupa di garantire il rispetto degli standard di salute dei cibi prodotti in tutto il mondo e l’eticità della loro commercializzazione. Scoprite attraverso questo video perchè è importante che il cibo sia sicuro e buono per tutti gli abitanti del mondo.

Leggere l’etichetta

Le etichette degli alimenti sono un mezzo per informare i consumatori anche sui valori nutrizionali dei cibi. Sui cibi di solito sono riportate le Guideline Daily Amounts (GDA) l’ndicazione della quantità di energia (calorie) e di alcuni nutrienti che un adulto sano dovrebbe assumere quotidianamente. Conoscere la composizione di un determinato alimento può aiutare a fare scelte alimentari più sane già al momento dell’acquisto. Scoprite sul sito dell’European Food Information Council come leggere al meglio le etichette.

Il semaforo della salute. Il ministero della Sanità del Regno Unito,ha proposto l’inserimento sulle etichette degli alimenti un bollino che riprenda i colori del semaforo per aiutare i consumatori nella scelta di un determinato cibo. Bollino verde per gli alimenti che si possono consumare in tranquillità, giallo per quelli che va bene mangiare, ma senza esagerare, e rosso per quelli da evitare.

L’etichetta narrante. Slow Food propone una nuova etichetta, l’etichetta narrante che oltre a fornire le indicazioni previste dalla legge, racconta dei produttori, dà informazioni sulle loro aziende, sulle varietà vegetali o le razze animali impiegate, sulle tecniche di coltivazione, allevamento e lavorazione, sul benessere animale, sui territori di provenienza.

L’etichetta dei succhi di frutta. La frutta è importante perchè fornisce vitamine, minerali e fibra ma nei succhi di frutti le fibre si perdono. Per questo quando scegliete di bere un succo di frutta è bene che leggiate con attenzione l’etichetta, per verificare il rapporto tra polpa, acqua e zuccheri. Leggete lo speciale del New York Post.

Partecipate alla consultazione online del Mipaaf decidendo quali debbano essere le indicazioni da apporre sulle etichette dei cibi.

Leggete la Dichiarazione europea per una politica agricola e alimentare sana, firmata da 11 reti europee e 2 internazionali.

Le mille mafie nascoste in ciò che mangiamo, leggete l’articolo su LaRepubblica.it.

L’agricoltura si fa in orbita

L’ONU ha previsto che nel 2040 la popolazione mondiale raggiungerà i 9 miliardi di persone. Il problema della disponibilità di cibo e dei metodi per garantirla in maniera sufficiente, sana e equa per tutti gli abitanti diventano centrali nelle politiche dei governi dei Paesi.

Lo space farming, la disciplina dell’agricoltura spaziale fa parte dei programmi di investimento di alcuni Stati, in una ricerca che possa garantire il miglioramento della qualità della vita delle persone.

L’agricoltura si sposta nello spazio non solo alla ricerca di nuove terre ma per studiare i metodi migliori per praticarla sulla terra. Si tratta di una serie di studi e tecnologie innovativi che hanno lo scopo di determinare per esempio, nuove soluzioni per mantenere inalterata la fertilità del suolo nonostante il suo sfruttamento; capire come avviene il processo di produzione del carbonio organico nel suolo; studiare i meccanismi di adattamento delle comunità microbiche sottoposti a condizioni ambientali estreme (deserti o ghiacciai); come si può coltivare in assenza o scarsità d’acqua.

Leggete gli articoli di approfondimento al tema dello space farming su La Stampa e di How Stuff Works.

Veggie: gli ortaggi spaziali

La Nasa ha costruito un vero e proprio orto nello spazio, si chiama Veggie e fa parte di un programma di esperimenti che prevede la produzione di ortaggi freschi nelle stazioni aerospaziali.

In questo modo gli astronauti possono consumare verdure a “kilometro zero”, testare come le specie vegetali reagiscono alle condizioni di microgravità ed inoltre coltivare ortaggi costituisce un hobby rispetto alla loro routine lavorativa.

La prima specie che è stata raccolta nella serra dell’aerostazione è stata il lattughino che è cresciuto in assenza di gravità, raggi solari e pioggia. Guardate il video che racconta questa insolita esperienza.

Cosa si mangia nello spazio? Gli ingegneri dello Space Food System Laboratories della NASA preparano il cibo per le missioni spaziali. Tutto va confezionato precotto, disidratato e sottovuoto. Leggete lo speciale della Nasa.

L’agricoltura del futuro. Scoprite in questo speciale realizzato dalla Nasa in che cosa consiste lo space farming e tutte le sue applicazioni.

Le lasagne di Luca Parmitano. L’astronauta Luca Parmitano che partecipa alle missioni dell’European Space Agency (ESA) ha studiato un menù per le sue missioni nello spazio che include in formato disidratato e sottovuoto le specialità italiane più famose: dalla lasagna al tiramisù. Guardate il video.

Scoprite come la NASA e la USDA (il dipartimento dell’agricoltura negli USA) stanno sviluppando piante e strategie per coltivare ...nello spazio!

La nuova frontiera della cucina è il cibo spaziale. Leggete su The Guardian cosa ha mangiato l’astronauta italiana Samantha Cristoforetti durante le vacanze di Natale.

La carne del futuro? Viene da un laboratorio! Leggete e scoprite di più su Silicon Wadi.

Il futuro del cibo

Grano, riso, mais. Questi semi domani potrebbero scomparire, a causa del cambiamento climatico.

Guardate il TED talk di Cary Fowler e scoprite la banca mondiale dei semi, un enorme freezer naturale in Norvegia, che racchiude e conserva i semi che ci serviranno nel futuro.

Semi liberi

Seed Freedom è un movimento per la salvaguardia, protezione e tutela dei semi fondata dall’attivista Vandana Shiva, tra le voci mondiali più note e attive sul tema della difesa della natura e della sua biodiversità. Perchè un controllo sui semi, può portare a un controllo sulle vite delle persone che da questi semi dipendono, per alimentarsi e sostentarsi. Leggete il blog di Vandana sul sito de La Stampa.


Nessun mercato nelle vicinanze?
Poco male, sono i miei clienti a venire da me!

Ben noto è il valore nutrizionale delle zucche, dell’ortaggio in sé così come delle foglie. Ma Rina Malova, contadina del villaggio Emuchenje (Khwisero, Kakamega County, Kenya), è riuscita a dare una nuova valenza alla coltivazione della succa, ricavandone del chapiti (un pane tipico della cucina indiana molto diffuso però anche in Africa Orientale).

La signora Malova, 37 anni, racconta dei buoni profitti che la sua nuova impresa le sta facendo realizzare. L’ingrediente principale del suo prodotto lo ricava dalla rigogliosa pianta che ha cominciato a coltivare nel 2004, nella sua piccola fattoria.

Rina fa parte della Rete di Piccoli Agricoltori della Provincia di Kakamega, che riunisce le donne impegnate nell’agro-business delle province di Khwisero, Emuhaya, Vihiga e Kakamega. La zucca per il suo chapati deve acquistarla dai suoi vicini, perché quella della sua fattoria non è sufficiente a soddisfare la forte domanda per il suo prodotto. Il segreto di un buon chapati, svela, sta proprio nella materia prima: per ottenere un ottimo prodotto, le zucche devono essere di alta qualità ed aver raggiunto il giusto livello di maturazione.
In una giornata “buona”, la signora Malova arriva a guadagnare fino a 3.000 scellini (25 euro circa). "Zucche mature e di qualità di solito rendono un minimo di 200 forme di Chapati, a seconda delle dimensioni. Ogni forma viene venduta a 15 scellini”, spiega Rina.

Grazie ai suoi guadagni, il tenore di vita della sua famiglia è migliorato, e con i proventi hanno potuto acquistare una giovenca. "Oggi, con la mia attività, posso aiutare mio marito nel sostentamento della nostra famiglia. In passato invece, doveva farcela da solo, ed era molto dura per lui, soprattutto riuscire a pagare le tasse scolastiche", racconta la donna.
C’è mercato per il chapati, la domanda è elevata e anche i semi di zucca, che possono essere consumati crudi o tostati, rappresentano una potenziale merce. "Non sono più costretta a camminare a lungo per andare a vendere il mio chapati. I miei clienti vengono da me per il mio prodotto, perché ne conoscono la qualità ed il valore nutrizionale", osserva.
Il gruppo di contadini di cui Rina è membro partecipa al programma Public Finance for Agriculture, il cui scopo principale è quello di spingere per ottenere maggiori investimenti in agricoltura, con attenzione particolare alle donne ed ai piccoli agricoltori.

I membri del gruppo partecipano a programmi di scambio, durante i quali visitano diversi luoghi al fine di acquisire nuove conoscenze. In queste occasioni, si sono potuti confrontare con i loro colleghi di West Pokot, Kisii e Homa Bay.
"Abbiamo viaggiato in lungo e in largo grazie al progetto supportato da ActionAid, che ci ha aperto nuovi orizzonti. Siamo riusciti ad imparare molto dalle storie di successo delle persone che abbiamo incontrato là fuori", racconta Rina.
Fra le attività previste dal programma vi sono infatti la fornitura di semi di colture certificate, la formazione e le visite. Lo scopo è quello di dotare gli agricoltori degli strumenti per raggiungere l’autosufficienza nella produzione alimentare, indipendentemente dalla dimensione della loro terra.

"Ho deciso di produrre zucche perché si tratta di una coltivazione che ha bisogno di uno spazio piccolo, ed è a minor intensità di lavoro ", spiega Rina. La sua strategia è quella di lasciare che le piante si inerpichino lungo tutto il recinto che circonda la sua fattoria, al fine di creare lo spazio per il maggior numero di steli possibile, così da ottenere un incremento delle rese. Strategia rivelatasi vincente.
“Per prima cosa occorre pulire e sbucciare una zucca matura. Poi la si apre si e rimuovono gli strati interni che contengono i semi. Infine la si taglia in piccoli pezzi, che vengono messi a bollire per circa 15 minuti”, spiega la signora Malova, illustrando il procedimento che segue per la produzione del chapati. “Una volta cotto, si mescola bene con un po’ d’acqua. Prepararlo è un po’ come lavorare un impasto di farina di frumento.”

Rina progetta di avventurarsi nella produzione si zucca su larga scala. Vuole ottenere un prestito, per poter così affittare dei terreni. "Questo è l'unico modo per massimizzare la produzione e, di conseguenza, i profitti ottenuti dalla coltivazione". Anche perché, nel portare avanti la sua attività, Rina deve affrontare numerose sfide, fra cui condizioni climatiche variabili, mancanza di terra, furti di zucche dalla sua fattoria, soprattutto di notte, e questo la espone al rischio di grosse perdite.

Contributo inviato da Action Aid


Semi in marcia. In marcia con un pugno di semi in mano, leggete il reportage della “Carovana internazionale dei guardiani dei semi” guidata da Vandana Shiva, sul sito de La Stampa.

Il futuro dei semi. Leggete il manifesto sul futuro dei semi edito dalla Commissione Internazionale per il Futuro dell’Alimentazione e dell’Agricoltura, lo trovate qui.

Grano per tutti. Scoprite le azioni per la tutela della biodiversità e dell’accesso alimentare nei paesi francofoni del terzo mondo, grazie alle attività della ONG Grain, sul loro sito.

Grano in Sud Sudan. Scoprite le azioni FAO per permettere al Sud Sudan di proseguire la produzione di grano, nonostante la situazione di grave crisi in cui riversa il paese.

Combattere il monopolio dei semi. Scoprite come su RuralHub.

La libertà dei semi è democrazia. Anche secondo Obama.

Scambiarsi i semi, per sostenere la biodiversità.

Per preservare i semi, nascono le... graninoteche!

Scoprite il progetto Seeds for Africa, che offre sostegno, educazione e tecnologia per trasformare l’agricoltura in un fattore di cambiamento.

La biodiversità si salva anche con il crowdfunding.

Il futuro della biodiversità dei semi in Africa è in pericolo. Leggete perchè, qui.

Biodiversità = cultura! Leggete l’approfondimento, qui.

La biodiversità è fondamentale. Leggete il report della FAO.

Scoprite i progetti sulla biodiversità dei semi in Asia, su Seeds of Peace.