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TEMATICHE

Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita
Cibo sostenibile = Mondo equo

Come si può responsabilizzare l’Uomo affinché mantenga uno sviluppo equilibrato tra la produzione del cibo e lo sfruttamento delle risorse? EXPO Milano 2015, dedicata al tema del cibo e della nutrizione, è la piattaforma di discussione dalla quale lanciare i nuovi obiettivi per un millennio sostenibile, dove da un lato sia salvaguardata la biodiversità, dall’altro, tutelati saperi, tradizioni e intere culture.

Land grabbing

ActionAid ha lanciato una campagna per dire basta al landgrabbing, cioè l'accaparramento delle terre da parte di governi e soggetti privati che colpisce migliaia di persone in tutto il mondo, aggravando le condizioni delle comunità rurali già impoverite. La maggior parte di questi accordi avviene senza l'informazione e il consenso delle persone e delle comunità che vivono su quei territori.

Il grande furto della terra.

Leggete lo studio "Il Grande Furto della Terra" realizzato da ActionAid in cui presenta alcuni casi studio che mostrano come gli accaparramenti di terra in Cambogia, Sierra Leone, India e Senegal stiano causando trasferimenti forzati, violazioni dei diritti umani, perdita dei mezzi di sussistenza, distruzione di siti di importanza culturale, crescente insicurezza alimentare.
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L’industria alimentare italiana investe in sostenibilità

L’Industria alimentare italiana pone la sostenibilità ambientale al centro delle proprie strategie, infatti è fortemente interessata all’affermazione su scala globale di modelli di produzione e consumo sostenibili, in grado di far fronte al crescente fabbisogno della popolazione mondiale e di garantire la competitività dei sistemi agroalimentari nel rispetto dell’ambiente e delle comunità territoriali.

Infografica: L’industria alimentare italiana investe in sostenibilità

Contributo inviato da Federalimentare

Cos’è il paesaggio rurale?

Per secoli l’uomo ha modificato il paesaggio naturale per provvedere ad uno dei suoi bisogni primari: il nutrimento. Il paesaggio italiano, nonostante i cambiamenti economici degli ultimi anni, ancora oggi è nella maggior parte di origine rurale ed elemento fondamentale dell’identità del paese.

Da sempre, il cibo racconta in maniera semplice e diretta il rapporto tra l’uomo e il paesaggio in quanto sintesi, quando è davvero genuino, degli elementi naturali e dell’intervento dell’uomo che seleziona, raccoglie, impasta e mescola insieme gli ingredienti, calibrando aromi e sapori secondo la disponibilità dei prodotti presenti nel territorio.

Gran parte del paesaggio italiano è viva testimonianza di questo processo di trasformazione: dalle vette alpine ai litorali che si affacciano sul mare, ciò che ci circonda è stato modificato, sin dai tempi più antichi, per soddisfare una delle esigenze principali dell’uomo, il nutrimento.

Secondo la definizione del 1961 data da Emilio Sereni, importante storico dell’agricoltura del ‘900, il paesaggio rurale è «...quella forma che l’uomo, nel corso ed ai fini delle sue attività produttive agricole, coscientemente e sistematicamente imprime al paesaggio naturale…», e quindi si distingue dal paesaggio naturale proprio per l’intervento culturale che ne ha definito la trasformazione e la struttura. È dunque il paesaggio creato dai sistemi agricoli, forestali e pastorali.

Nel documento tematico sul paesaggio redatto per il Piano Strategico Nazionale per lo sviluppo rurale 2007-13 (PSN 2007-13), a cura del Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali (MIPAAF), il paesaggio rurale - comprensivo degli aspetti agricoli, forestali, pastorali ed insediativi - è definito come il risultato dell’integrazione fra processi economici, sociali ed ambientali nello spazio e nel tempo. Si legge nel documento: “Il paesaggio rurale italiano, frutto di alcuni millenni di storia, è da sempre riconosciuto come uno degli elementi fondamentali dell’identità culturale del nostro Paese. Esso costituisce una risorsa fondamentale, determinando un valore aggiunto per le produzioni con denominazione di origine, configurandosi come elemento chiave per lo sviluppo turistico e per la biodiversità legata alla qualità degli spazi coltivati e alle specie introdotte dall’uomo e rappresentando un aspetto caratterizzante la qualità della vita nelle aree rurali”.

La tutela e la valorizzazione del paesaggio rurale sono quindi fondamentali per il nostro Paese, perché proprio in esso, con i suoi campi coltivati, le risaie, gli ulivi e tutta l’incredibile varietà di prodotti, affondano le radici della storia d’Italia, la sua cultura e le sue tradizioni.

Per saperne di più sull’educazione al paesaggio italiano e richiedere ulteriori approfondimenti gratuiti sull’argomento CLICCA QUI.

Contributo inviato da FAI - Fondo Ambiente Italiano


Photo credits: Marco Di Domenico

Terre rubate nel mondo Leggete la overview del fenomeno del land grabbing e dei casi più eclatanti occorsi negli ultimi anni, sul sito di Oxfam.

Pareri diversi sul landgrabbing Il land grabbing può essere una opportunità? Su BBC trovate una tesi a favore di questa ipotesi, mentre sul sito di Slow Food il land grabbing è presentato come minaccia alla libertà dei popoli e del loro lavoro.

La storia di Monika e di come la sua terra l’abbia salvata da un matrimonio precoce. Guardate il video After My Garden Grows.

'Nutrire il mondo, preservare il pianeta' è il tema della Giornata mondiale dell’alimentazione 2014 dedicata alla valorizzazione dell’agricoltura familiare. Scoprite tutti gli eventi sul sito della FAO.

Il land grabbing non deve aumentare la fame nel mondo. Guarda l’inchiesta di RepubblicaTV.

Cacao: il cibo degli Dei

Il cioccolato è buono. Anzi buonissimo. Soprattutto quando il cacao è prodotto con metodi di coltivazione biologici e diversificati. Il cacao organico ha effetti positivi per la tutela della biodiversità e migliora le condizioni di vita dei coltivatori di cacao.

Per cambiare il mondo basta un caffè

Il commercio equo solidale rappresenta una sfida per una più equa distribuzione delle risorse tra produttori e consumatori. Il caffè viene coltivato in modo sostenibile. Gli agricoltori che lo producono non sono sfruttati. Si tratta di reti di coltivatori e consumatori che metteno al primo posto il rispetto, l’etica e la socialità. Ve ne presentiamo due: AltroMercato e Fair Trade Coffee.

IL PROGETTO ARCA DEL GUSTO E LA BIODIVERSITA’

L’Arca del Gusto è un progetto di Slow Food, fondazione Onlus per la biodiversità che opera in oltre 50 Paesi e che coinvolge oltre 10 mila piccoli produttori, promuovendo un'agricoltura sostenibile, rispettosa dell'ambiente e della cultura dei popoli. Il Progetto si prefigge di “raccogliere” i prodotti che appartengono alla cultura, alla storia e alle tradizioni di tutto il pianeta. Un patrimonio straordinario di frutta, verdura, razze animali, formaggi, pani, dolci, salumi...Sul loro sito è possibile accedere alla scheda dei prodotti del proprio Paese, ma soprattutto è possibile segnalare i prodotti non presenti nella scheda perché siano catalogati e fatti conoscere. È possibile segnalare anche prodotti spontanei ma solo se legati a tecniche tradizionali di raccolta, pesca, trasformazione.

CONTENUTO “EXPO KIDS”

Francia equa. Scoprite le dinamiche e i consumi legati al commercio equo e solidale in Francia, sul sito del Ministero per lo Sviluppo francese.

L’Italia è fair trade. Come funziona il commercio equo e solidale in Italia? Scopritelo sul sito del VIS, Volontariato Internazionale per lo Sviluppo.

4Cities4Dev scoprite il progetto promosso da Slow Food in cui le persone producono, trasformano e distribuiscono cibo sostenibile e di qualità sul proprio territorio.

I nuovi chef? Sono dei robot. Leggete di più su Munchies (VICE)

La nuova esigenza dei consumatori? Avere sempre più opzioni di gusto differenti. Ce lo spiega il The Wall Street Journal.

Il potere del cibo

La Dichiarazione Universale dei Diritti Umani già nel 1948 ha stabilito il diritto al cibo per tutti i popoli del mondo. Una garanzia che ancora oggi è spesso negata a molte persone come riportano i dati dei rapporti Fao sulla nutrizione.

Come ha affermato Oliver de Schutter, l’esperto dell’ONU sul diritto all’alimentazione, a conclusione del suo mandato di sei anni come relatore speciale nominato dal Consiglio sui Diritti Umani (2008-2014), occorre che i sistemi alimentari mondiali vengano radicalmente e democraticamente ripensati per garantire il diritto umano ad una alimentazione adeguata.

“L’eliminazione della fame e della malnutrizione è un obiettivo raggiungibile. Tuttavia, perfezionare la logica dei nostri sistemi alimentari non sarà sufficiente. È necessario rovesciarli - i sistemi alimentari attuali infatti risultano efficienti solo per quel che riguarda la massimizzazione dei profitti delle attività agroindustriali". La soluzione? Per l'esperto dell'ONU occorre valorizzare la cultura locale delle popolazioni. Solo facendo incontrare i bisogni reali delle persone con le dinamiche di produzione, nel rispetto delle tradizioni, del suolo e delle risorse idriche si può dare vita ad un sistema alimentare davvero sostenibile. Leggete il rapporto.

Food Revolution Day

Jamie Oliver è un cuoco inglese che da alcuni anni ha ideato un’iniziativa il “Food Revolution Day” che coinvolge oltre 74 Paesi del mondo. Il 16 maggio è la giornata dedicata alla consapevolezza su ciò che si mangia e alla sensibilizzazione di genitori e figli verso uno stile di vita più sano. Si celebra con varie iniziative molto divertenti l'importanza della cucina come luogo di socialità, in cui trasformare i sapori più autentici abbinandoli fra loro in modo sano.

La rivoluzione del cibo

Nel 2004 il “Time Magazine” ha inserito Carlo Petrini, fondatore di Slow Food e Terra Madre tra gli “Innovator”, gli eroi del nostro tempo.

La rivoluzione di Petrini ha per soggetto e oggetto privilegiato il cibo che dovrebbe essere per tutti: “buono, pulito e giusto”.

La storia di questa rivoluzione lenta, slow, ma efficace comincia nel 1986 quando Petrini fonda l’associazione gastronomica ArciGola e tre anni dopo lancia a Parigi lo “Slow Food”, un movimento internazionale che nasce come Resistenza al fast food. Oggi Slow Food è presente in 150 Paesi. Guardate il trailer del film “Slowfood Story” e scoprite come questa associazione abbia rivoluzionato l’approccio al cibo e alla sua produzione.

Combattere la povertà con una carota. Il movimento Food Not Bombs, nasce negli Stati Uniti nel 1980. Un gruppo di ragazzi di Cambridge, nel Massachusetts, recupera gli ortaggi e la frutta ormai in scadenza nei supermercati e con questi alimenti prepara dei piatti “vegani” offrendoli gratuitamente in un parco cittadino. Oggi il movimento è diffuso in tutto il mondo e continua a combattere gli sprechi alimentari attraverso un'azione diretta, non violenta e pacifista per cambiare la società in cui viviamo, ribadendo che il cibo è un diritto e non un privilegio. La loro rivoluzione vegana è ben espressa nel logo: un pugno chiuso, levato verso l´alto, che stringe una carota.

Un nuovo protocollo per il diritto all’alimentazione. A Milano è nato il “Centro internazionale sul diritto all’alimentazione”, un progetto promosso da Camera di Commercio, Comune, Regione ed Expo Milano 2015 che ha l’obiettivo di definire norme e risoluzioni politiche sul diritto al cibo per tutti. Scoprite le sue funzioni e attività collegandovi a questo link.

Gastromania: perchè parliamo così tanto di cibo? Guardate il video di RepubblicaTV.

Mangeremo solo pillole e integratori? Il futuro sarà fatto di cibo “chimico”? Leggete l’articolo di Panorama.

Il Refettorio Ambrosiano: 40 chef stellati prepareranno menu a partire dalle eccedenze alimentari raccolte ogni giorno in Expo Milano 2015, scoprite il progetto della Caritas Ambrosiana.

Uomini vs Donne

Il gap tra uomini e donne nell’ambito dell’agricoltura è ancora una realtà, ma la forza lavoro femminile costituisce, secondo la FAO, il 43 % del totale nei paesi in via di sviluppo. Se queste donne avessero lo stesso accesso a risorse e strumenti degli uomini, potrebbero incrementare la produttività delle loro aziende del 20/30%.

Il futuro dell’agricoltura è donna

Le donne sono, secondo la FAO, la chiave per il futuro della produzione agricola mondiale. Soprattutto in quelle zone del mondo in cui fame e carestie sono problemi ancora non risolti, sono le donne a produrre la base degli alimenti consumati a livello locale. Un ruolo che potrebbe diventare ancora più forte, strutturato e importante, se le donne potessero avere accesso a risorse quali credito e formazione.

Nei paesi occidentali, dove le donne hanno più accesso e possibilità di empowerment, anche nel mondo agricolo, le cose stanno già cambiando in questo senso.

In Francia ad esempio - secondo una analisi del 2012 del Governo - un quarto delle aziende agricole sono dirette da donne. Un fenomeno in crescita che lo Stato ha iniziato a supportare, anche con progetti locali che promuovono integrazione e apertura in questo senso, come “Femme en Agriculture” nella zona delle Ardenne.

Australiane coltivatrici! Scoprite l’associazione Australian Women in Agriculture e verificate il suo operato, per promuovere e sostenere l’imprenditoria agricola al femminile.

Un sostegno alle donne. AWARD (African Women in Agricultural Research and Development) è un progetto nato per sostenere le donne africane verso un empowerment nel segno dell’agricoltura, attraverso educazione e formazione.

Scoprite regole e norme legate all’imprenditoria agricola al femminile, sul sito del MIPAF.

Leggete il report globale sulle donne che si occupano di agricoltura nel mondo, sul sito dell’International Food Policy Institute.

Scoprite su National Geographic la questione del “gap” che ancora esiste tra uomini e donne, in ambito agricolo.

Che cos’è l’agricoltura ecologica?

Il ministero dell’Agricoltura francese ha messo a punto una lista di 10 punti chiave, per spiegare, promuove e sostenere l’agricoltura biologica.

Scopriteli tutti sul loro sito, e guardando questo video.

La scelta ecologica

La ragione più forte dietro alla scelta di promuovere un tipo di agricoltura “ecologica” è che questo approccio alla coltivazione mantiene il controllo nelle mani dei contadini, e non in quelle delle multinazionali. Ciò permette una produzione più sostenibile e più efficiente e produttiva, anche per i piccoli produttori. Permette a chi produce di autosostentare la propria comunità, promuove un futuro fatto di coltivazioni a misura d’uomo e di ambiente, più genuine, sane e giuste per tutti. E, infine, è in grado di mitigare e adattarsi ai cambiamenti climatici. Approfondite questo tema, sul sito di Greenpeace International.

Quale è la durabilità dell’agricoltura? Scoprite come l’agricoltura può diventare più durabile e più sostenibile, grazie a una ricerca condotta dal Centre Nationale des Recherches Scientifiques, in Francia.

La base dell’agricoltura ecologica. Scoprite i principi, pratiche e prospettive dell’agricoltura ecologica, in questo articolo pubblicato dalla Cambridge University.

Funghi Espresso, il kit per produrre funghi dai fondi del caffè. Leggete e scoprite di più su La Stampa.

Young Farmer ha mappato i 5 modelli principali della “nuova agricoltura”. Scopriteli, QUI.

Produrre meglio e di più, sfruttando meno risorse. Secondo la FAO è possibile.

UNDP, agenzia ONU per lo sviluppo, dichiara che in Africa c’è bisogno di una nuova rivoluzione agricola. Leggete la news.

Dall’evoluzione alla rivoluzione. L’agricoltura, raccontata dalla FAO.

Tra produttività e durabilità, in Cina è in corso una (r)ivoluzione agricola vera e propria.

Scoprite come sarà l’agricoltura del domani, leggendo questo reportage fatto in Francia.

Il biologico è troppo caro? Ecco una guida per mangiare comunque sano.

Volete scoprire di più sul terreno e sulla coltivazione? Guardate questo documentario canadese!

Esplorate la mappa dei territori agricoli sud americani, qui.